Sasso Marconi
Tre concerti al tramonto nei cimiteri di collina (nelle frazioni di Battedizzo, Lagune, San Lorenzo) per ascoltare note e melodie di grande suggestione riecheggiare nel rispettoso silenzio di questi luoghi restando idealmente vicini, per una sera ancora, alle persone più care.
- Domenica 11 luglio 2026, ore 21:00, presso cimitero di Battedizzo, località Badolo – Sasso Marconi. “Contra Gigantes”, teatro Nucleo. Testi e Regia Horacio Czertok, con Horacio Czertok (vincitore del Premio Nazionale Franco Enriquez 2025). Nel 1990 Horacio Czertok scrive per il Teatro Nucleo una drammaturgia tratta dal romanzo Don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes Saavedra. Ne nasce uno spettacolo per gli spazi aperti, “Quijote!”, il cui debutto si è teatro in Spagna al Festival di Teatro Classico di Almagro. Seguì una fortunata tournée con riprese ogni anno, fino al 2007, e nel 2024 in occasione del cinquantenario di Teatro Nucleo è stato rimesso in scena: centinaia di repliche in tre continenti, decine di festival internazionali ma soprattutto presenze nei borghi e nelle periferie senza teatro. Da drammaturgo, Czertok diventò Don Quijote. Il personaggio nel 2007 non accettò volentieri la fine dello spettacolo e da qualche anno cominciò ad apparire in sogno al drammaturgo-attore: voleva tornare alla vita, sia pure quella scenica. Così Czertok decise di farne un soliloquio, un monodramma a più voci. Il celebre romanzo in realtà è tra i più famosi, più citati e meno letti e perciò meno conosciuti. Il lavoro che ci si prefigge, dunque, oltre a riappacificare l’inquieto personaggio, vuole avere una doppia valenza, ovvero teatrale e culturale. La drammaturgia ha infatti identificato gli svariati giganti con cui si batte o vuole battersi il Don, oltre al proverbiale Mulino. Ha approfondito la ricerca fatta nel 1990 sul romanzo, sull’autore e sul suo tempo, giungendo a nuove scoperte. In scena vediamo l’attore, il personaggio Don Quijote, Sancio Panza, Don Miguel de Cervantes, tutti in stretto rapporto tra loro, spesso conflittuale, e con gli spettatori, invitati ed invogliati con questo lavoro ad approfondire la propria conoscenza dello straordinario romanzo.
- Domenica 25 luglio, ore 21:00, presso cimitero di Lagune (via Lagune) - Sasso Marconi “Lettere a un lupo e tragedia di Roncisvalle con bestie”, compagnia Teatrino Giullare di Giuliano Scabia. Interpretazione e regia di Teatrino Giullare, alla fisarmonica David Sarnelli. Teatrino Giullare interpreta alcuni testi di Giuliano Scabia, poeta drammaturgo e protagonista di alcune tra le esperienze teatrali più vive degli ultimi decenni, tratti da Teatro con bosco e animali, una straordinaria raccolta di racconti, lettere e commedie che narrano le finzioni degli uomini indagando il senso di realtà e la questione della verità. Tra le varie opere spiccano le folgoranti Lettere a un lupo, che tentano di stabilire un dialogo con una delle bestie feroci che abitano in noi. Al lupo l’autore confessa, con una scrittura familiare ed intima, e con una sincerità che forse non sarebbe possibile parlando a un proprio simile, pensieri e malinconie sperando di ritrovare i fondamenti del gioco e dell’amore. Parole che colpiscono nel profondo e cercano l’autenticità come solo certi miti arcaici riescono a fare. Segue la Tragedia di Roncisvalle con bestie in cui si raccontano le epiche sorti dei paladini alle prese con la loro ultima fatale battaglia riportando però anche i punti di vista degli animali che, usciti dal bosco, stupiti osservano la guerra che si fanno gli umani e commentano ciò che per loro è incomprensibile. Il breve testo è interpretato alla maniera dei cantastorie, con un divertente gioco di maschere accompagnato dalla fisarmonica di David Sarnelli.
- Domenica 8 agosto 2026, ore 21:00, presso cimitero di San Lorenzo, Via Nuova dei Campi - Sasso Marconi "CANTAR VI FO (Vengo anch’io)”, con Luca Radaelli (voce), Maurizio Aliffi (chitarra), Alessandro Castelli (trombone), Enrico Fagnoni (contrabbasso) Sono passati 100 anni dalla nascita di Dario Fo, eppure questo scrittore, attore, regista, pittore, giullare è ancora nostro contemporaneo. È stato l’ultimo Premio Nobel per la Letteratura italiano, ma è stato anche un mattatore che ha allietato le piazze e il palinsesto televisivo. E tra tante cose, è stato ricercatore del canto popolare, nonché autore in proprio di bellissime canzoni. E qui si arriva al sodalizio con Enzo Jannacci, altro genio della Milano del dopoguerra, che avviava una Stagione a cavallo tra cantautorato, cabaret e impegno politico, con titoli indimenticabili come Vengo anch’io o Sei minuti all’alba, il Bonzo o l’Armando. Nel nostro spettacolo ci accostiamo con rispetto, ma anche con grande divertimento, a questo repertorio, alternando canzoni e testi del Mistero Buffo, italiano e milanese, jazz e folk, per una serata che coinvolgerà tutti i tipi di pubblico. Accompagnato da un trio di jazzisti d’eccezione, Luca Radaelli interpreta famose canzoni che sembrano brevi racconti ancora attualissimi, con personaggi stralunati e border line, che ieri erano teddy-boys, balordi e terun, che potrebbero essere gli immigrati di oggi, il tutto cucito da un racconto dei luoghi di una Milano che ancora irradia il suo fascino e corredato da una divertente lezione di dialetto meneghino.
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