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Guida "Panorama - Rocchetta"

PANORAMA - ROCCHETTA MATTEI 

Il disegno a rilievo è una raffigurazione stilizzata della Rocchetta Mattei vista da occidente, con la vetta di Montovolo sullo sfondo.

Segni convenzionali 

  • La superficie piena a rilievo sono alcuni dettagli di facciate, coperture e merlature della Rocchetta (di colore nero)
  • le linee continue di varie forme disegnano finestre ed altri dettagli della Rocchetta (delineando superfici di colore giallo, rosso e blu), oltre al profilo delle montagne sullo sfondo (di color verde chiaro)
  • la superficie a puntini sono le cime degli alberi in primo piano (di colore verde intenso)
  • la sagoma ovale col pallino lungo il margine inferiore rappresenta un occhio, e ci indica la posizione da cui stiamo osservando il panorama (di colore giallo)

Inoltre, nell’angolo superiore destro troviamo una bussola e una piccola mappa che, in forma semplificata, ci illustra il nostro punto di vista.

Orientamento

Disponete la mappa in orizzontale con l'angolo tagliato in alto a destra. In alto a sinistra troveremo la scritta “Rocchetta Mattei” in nero e in braille.

Se questa fosse una planimetria, di solito avremmo il nord in alto, ma non in questo caso: stavolta il nord è più o meno verso di voi e il sud è in alto, anzi voi vi trovate a nord-ovest e tutta la mappa si sviluppa in direzione sud-est.

Per esplorare questa mappa dobbiamo idealmente porci quindi a sud di Bologna, nella località appenninica di Riola. È una frazione di Vergato sita sul fiume Reno, ma noi ci troviamo più propriamente appena a sud del fiume: qui siamo già nel comune di Grizzana Morandi, dove formalmente si trova la Rocchetta Mattei.

Nell'angolo in alto a destra, all’interno di un piccolo riquadro, vi sono alcuni strumenti per situare la nostra visione rispetto a Bologna.

Troviamo innanzitutto una sintetica bussola, che però non è orientata a nord, ma nel senso del nostro punto di vista: per questo abbiamo la scritta “SE”, che sta per sud-est, in cima a una breve linea tratteggiata.

La linea è verticale, come se fosse il nord, perché sud-est è la direzione in cui siamo rivolti. La bussola è quindi girata di conseguenza, formando una specie di “X”, e possiamo trovare il braccio del nord in basso a sinistra, con una punta di freccia.

A destra della bussola troviamo invece un cerchio (dallo sfondo turchese) con alcune forme al suo interno. In questo cerchio (e solo qui) il nord è regolarmente in alto. Il tondo nella parte superiore destra (di colore grigio) è Bologna, la linea obliqua che la attraversa è la via Emilia, al di sotto della quale c'è un puntino da cui parte un triangolo zigrinato (di colore rosso): il pallino vicino a Bologna è il nostro punto di vista e il triangolo che da lì si allarga è lo spazio che vediamo.


La Rocchetta 

Portando le dita sul margine inferiore del foglio troverete una superficie a puntini di forma irregolare, piuttosto bombata nei suoi confini superiori: sono le chiome degli alberi che, in primo piano, ostacolano parte del profilo della Rocchetta.

Circa a metà del margine, la superficie è interrotta da un ovale con un pallino all’interno: è l’occhio, che indica la nostra posizione.

Il disegno infatti rappresenta una vista che si può avere da poco sopra al parcheggio della Rocchetta, leggermente ad ovest dell’altura su cui poggia l’edificio, e da cui appunto la parte inferiore dello stesso è coperta dagli alberi.

Costruita a metà del XIX secolo e rimaneggiata più volte negli anni successivi, la Rocchetta è stata dimora dell’eccentrico conte Cesare Mattei. L’edificio è costruito in stile eclettico sulle rovine di una preesistente rocca medievale, e unisce stili che spaziano dal neogotico al liberty.

Per questo motivo, la sua struttura e pianta sono estremamente complesse, e da ogni prospettiva emergono dettagli differenti. In questo caso specifico, emergono chiaramente due masse: l’ala settentrionale o “Ala Nobile”, su questo lato più tendente al gotico, e quella meridionale, detta anche “Ala Arabo-Moresca”. Siccome stiamo guardando da nord-ovest verso sud-est, la prima si trova sulla sinistra del disegno, mentre la seconda è sulla destra.

Se dall’area a puntini saliamo con entrambe le mani, sentiremo una serie di linee e superfici a volte irregolari, a volte che formano delle serie o dei ritmi. Entrambe sono comunque raggruppate soprattutto sulla sinistra (Ala Nobile) o sulla destra (Ala Arabo-Moresca).

Portando le mani ancora verso l’alto, nel terzo superiore del foglio, possiamo sentire alcune lunghe linee che disegnano forme scoscese. Questo è il profilo dei monti sullo sfondo e, tra i vari versanti, dovremmo poter distinguere bene la vetta di Montovolo, dalla caratteristica forma quasi a punta.

Da questa cima spostiamoci in basso a destra, dove incontreremo un altro crinale disegnato in linea sottile. Sotto di esso, una superficie piena a rilievo disegna una forma inizialmente appuntita e poi scampanata, quasi a “goccia”, o somigliante a una meringa: è questa la cupola di una delle tante torri dell’ala meridionale.

Questa cupola a punta è caratteristica dell’architettura araba e persiana, anche se le sue forme sono qui particolarmente esagerate. Spostando le dita in basso a destra, questa volta disegnata in linea continua, dovremmo poter trovare la cupola di un’altra torre, sormontata da una guglia e stavolta quasi semisferica. Quest’ultima torre ricorda maggiormente l’architettura portoghese del rinascimento.

Sotto entrambe le cupole dovremmo poter incontrare una spessa striscia orizzontale dentellata, che ci appare quasi come una zigrinatura. Questi sono i merli che corrono lungo il profilo del tetto.

Alla sua estremità sinistra troviamo un’altra torre, distinguibile perché disegnata in rilievo pieno con alcune scanalature ad indicarne le finestre. La scanalatura rettangolare invece delimita un’area in cui il fusto della torre è coperto da un motivo ornamentale in mattoni.

Quest’estremità dell’edificio è sormontata a sua volta da quattro torrette che partono dagli angoli della struttura, anche se dalla nostra prospettiva ne vediamo solo due: ne sono distinguibili le cupole, disegnate in linea sottile ma dalla stessa forma a “goccia” della prima cupola che abbiamo toccato.

Sotto la merlatura troviamo poi alcuni ordini di sagome disegnate in linea continua: dapprima una serie di quadratini, che sono formelle appartenenti ad un cornicione decorato; poi, sotto la linea del cornicione, alcune finestre allungate e con un arco di ispirazione sempre araba, che si gonfia e poi chiude in una stretta punta.

Dalle finestre portiamo le dita a sinistra, oltre il rilievo della torre. Più o meno al centro del foglio sentiremo un’altra superficie piena orizzontale, vagamente trapezoidale e interrotta a sinistra dall’area a puntini degli alberi. È parte di un tetto, appartenente ad un’ala più bassa delle altre.

Proseguiamo a sinistra sulla stessa direttrice del tetto, superando l’area a puntini, ed incontreremo altre tre finestre disegnate in linea sottile. Questa volta hanno degli archi a tutto sesto, e appartengono infatti all’Ala Nobile, dove lo stile richiamato è maggiormente gotico-romanico, seppur sempre con influenze mediorientali.

Appena sopra di esse troviamo il rilievo di un altro tetto poi un altro, più grande, che sormonta due piccole finestrelle indicate con due trattini verticali. Appena sopra, una linea disegna un cornicione da cui emergono i dentelli di un’altra fila di merli. Questi sono rastremati verso l’alto, e perciò appaiono vagamente trapezoidali.

A sinistra dei merli si trova un’altra torre, questa volta liscia: allargando leggermente le dita ne possiamo seguire le dritte linee dei lati verticali, fino in basso, dove si interrompono lasciando spazio nuovamente alle chiome degli alberi. La torre è a pianta circolare ma, rappresentandola sinteticamente di lato, questo dettaglio non si apprezza.

Anche questa torre è sormontata da quattro torrette, ma col tetto a punta: in cima al cilindro, poco sotto la linea del monte, ne troviamo due, con il triangolino del tetto a rilievo pieno. Un’altra punta tra le due torrette, questa volta liscia, è quella del tetto della torre vero e proprio.

Poco sotto troviamo invece una trifora, ovvero una finestra divisa in tre archi separati da due colonne: possiamo sentirne sia i fori, lunghi e spessi, che il contorno in linea continua. Sotto di esse, procedendo verso gli alberi, troviamo invece una serie di rettangolini incolonnati: sono delle altre finestrelle simili a feritoie, in linea con l’estetica più medievale di quest’ala.