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Guida Appennino 3

APPENNINO BOLOGNESE - AREA 3


La mappa è una rappresentazione sintetica di una porzione di Appennino bolognese con i suoi punti di interesse, e nello specifico il territorio di quattro comuni: Grizzana Morandi, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli e Camugnano.


Segni convenzionali


  • Le linee continue sono i confini tra i comuni; 

  • le linee tratteggiate sono Strade Statali ed autostrade;

  • i pallini pieni cerchiati sono i capoluoghi comunali;

  • i pallini pieni sono borghi e paesi;

  • i pallini vuoti tratteggiati sono musei e aree didattiche;

  • i quadratini vuoti sono chiese e santuari;

  • i triangoli pieni sono edifici storici;

  • le croci sono aree naturali;

  • i rettangoli pieni sono stazioni ferroviarie.


Prima esplorazione


Disponiamo la mappa in verticale con l’angolo tagliato in alto a destra. Nell’angolo superiore sinistro della mappa troviamo la scritta “Appennino b. 3” in nero e in braille, mentre dietro all’angolo tagliato si trova l’adesivo con il codice QR che linka a questa guida. La mappa è rappresentata col nord in alto.


Percorriamo ora la mappa con entrambe le mani dall’alto verso il basso. Possiamo individuare due linee tratteggiate che, oltre un quarto del foglio, intersecano linee spezzate e simboli di varia natura: le linee spezzate sono i confini dei comuni, mentre i simboli sono i vari punti di interesse. 


Le linee tratteggiate sono invece due importanti assi viari del territorio. Se portiamo le dita nell’angolo in alto a destra della mappa, possiamo sentirle senza interferenze: quella più a destra è l’autostrada A1, detta anche Autostrada del Sole; quella a sinistra è la Strada Statale 64 “Porrettana”. Per semplicità, chiameremo queste strade “l’autostrada” e “la Porrettana”.


Riprendiamo ora la linea dell’autostrada, quindi quella più a destra, dall’angolo superiore destro del foglio. Seguiamola verso il basso e, ad un certo punto, troveremo un rettangolo pieno messo di traverso sulla linea tratteggiata: è la stazione di Vado, nel territorio comunale di Monzuno e appunto poco distante dall’autostrada. 


Continuiamo a seguire l’autostrada verso il basso e la sentiremo biforcarsi, appena prima di incontrare la linea continua dei confini comunali, diventando più complessa da seguire. Per ora, ci basti tenere a mente che il ramo più a destra è il tracciato storico dell’autostrada, detto oggi “Panoramica”, mentre quello sinistro è la cosiddetta “Variante di Valico”, deviazione aperta nel 2015 per attraversare l’Appennino a quote inferiori.


Dovremmo riuscire inoltre ad individuare alcune altre scritte in nero ed in braille: queste indicano i singoli comuni rappresentati, e si trovano più o meno in corrispondenza dei loro territori, appena fuori dai confini.


In basso a destra rispetto alla stazione di Vado troveremo la scritta “S. B. V. S.” (“S. B.” in braille) per il comune di San Benedetto Val di Sambro; più o meno alla stessa altezza, ma sul lato opposto del foglio dovremmo individuare “Grizzana M.” per Grizzana Morandi. Lungo il margine inferiore del foglio, troveremo poi altre due scritte: “Camugnano” a sinistra e “C. dei Pepoli”, per Castiglione dei Pepoli, a destra. Esploreremo i comuni uno per uno, partendo proprio da queste scritte.


San Benedetto Val di Sambro


Posizioniamoci sulla scritta “S. B. V. S.” in nero (“S. B.” in braille). Subito sotto, a interrompere la linea continua del confine, troviamo già una croce: è il Parco Eolico di Monte Galletto, quasi a ridosso del Comune di Monghidoro. 


A destra e a sinistra della croce possiamo individuare la linea di confine settentrionale del Comune, qui particolarmente frastagliata. Se la seguissimo più o meno verso ovest, dopo qualche spigolo arriveremmo al Comune di Grizzana Morandi e alla linea tratteggiata dell’autostrada. Se invece la seguiamo verso sud, dopo poco la troveremo interrotta da un’altra croce: è il Lago di Castel dell’Alpi, unico lago di origine naturale in zona.


Da qui, spostiamo le dita verso ovest ed incontreremo due pallini pieni, uno accanto all’altro: sono due borghi Quello più orientale è Qualto, noto per i suoi castagneti secolari, quello più occidentale è Madonna dei Fornelli, da cui passa la Via degli Dei.


Da quest’ultimo, spostiamoci di poco a nord per trovare il pallino cerchiato del capoluogo comunale, il paese di San Benedetto Val di Sambro. Subito alla sua sinistra, quasi attaccato, c’è un altro pallino pieno: è il suggestivo Borgo Musolesi, che del capoluogo è attualmente la parte più antica.


Da qui, spostiamoci verso nord-ovest. Troveremo dapprima un altro pallino pieno: indica Le Serrucce, borgo di sasso in località Ripoli. Appena sopra, nella stessa direzione, si trova invece un quadratino vuoto: è il millenario Santuario della Beata Vergine della Serra.


Se qui scorriamo con le dita sopra e sotto al quadratino, ci accorgeremo che è posizionato proprio sulla linea tratteggiata dell’autostrada, che in effetti qui transita in una galleria sotto al Santuario.


Seguiamo la linea tratteggiata verso sud che costeggia, alla sua sinistra, i confini occidentali del Comune ed il ramo più recente dell’autostrada, la Variante di Valico. Ad un certo punto, ad est del tracciato, dovremmo riuscire ad individuare un triangolino pieno. Si tratta di Palazzo Ranuzzi de’ Bianchi, antica residenza delle famiglie che governavano Pian del Voglio, frazione in cui si trova.


A sud del Palazzo possiamo ritrovare la linea continua e irregolare dei confini comunali, oltre ai quali si trova qui la Toscana: seguiamoli verso est e di nuovo verso nord, per ritrovare infine la croce del Lago di Castel dell’Alpi.


Castiglione dei Pepoli


Portiamo ora le mani nella parte inferiore sinistra della mappa, e posizioniamoci così sulla scritta “C. dei Pepoli”. Poco sopra le lettere “P” ed “E” in nero dovremmo riuscire ad individuare le due linee tratteggiate dell’autostrada, rispettivamente della Variante (più ad ovest) e della Panoramica (ad est). 


Troviamo l’intersezione con la linea continua dei confini comunali, che possiamo tracciare allargando le dita verso ovest, nonché ad est della Panoramica. Se seguiamo quest’ultima verso nord, la sentiremo dopo poco incontrare il confine meridionale di San Benedetto Val di Sambro. 


Seguiamo ora invece la Variante, che imbocca una dolce curva verso ovest: appena alla sua sinistra troveremo un quadratino vuoto. È il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio, importante meta di pellegrinaggi.


Da qui, scostiamoci dall’autostrada e andiamo verso nord-ovest per trovare il pallino cerchiato del capoluogo comunale, il borgo di Castiglione dei Pepoli, un tempo possedimento dell’omonima famiglia bolognese.


Appena a nord e a nord-est del pallino, dovremmo poter individuare due pallini vuoti tratteggiati: sono rispettivamente il Cimitero di Guerra Sudafricano ed il Centro di Cultura “Paolo Guidotti” , dedicato alla storia dell’Appennino.


Tra i due pallini possiamo sentire “incunearsi” uno spigolo di linea spezzata, parte del confine tra i Comuni di Castiglione e Camugnano. Possiamo seguirlo verso sud, a sinistra del Centro Culturale, o verso nord, dove prende una strada più tortuosa: prima tracciando un “rigonfiamento” verso est, poi risalendo verso nord-ovest ed infine, dopo aver disegnato uno spigolo fra i Comuni di Camugnano e Grizzana, nuovamente verso nord-est.


Proprio da queste parti dovremmo riuscire a ritrovare la linea tratteggiata dell’autostrada (che qui è la Variante), intersecata da un rettangolo pieno: è la stazione di San Benedetto Val di Sambro, proprio come la strada sita a fondovalle.


Se da qui procediamo verso sud, appena a sinistra dell’autostrada dovremmo riuscire ad individuare un’ultima croce. È Monte Catarelto, nel 1944 teatro di importanti scontri tra truppe alleate e naziste.


Camugnano


Portiamo le dita nell’angolo in basso a sinistra della mappa e ritroviamo la scritta “Camugnano” in nero e braille. Spostiamoci verso l’alto a partire dalla lettera “U” in nero e presto incontreremo la linea continua dei confini comunali meridionali. Da qui, possiamo seguirne l’andamento leggermente movimentato verso est, finché non incontra il confine con Castiglione dei Pepoli; oppure verso nord, finché la linea non è interrotta dal simbolo di una croce.


Ci troviamo qui sul Lago di Suviana, importante bacino che alimenta una centrale idroelettrica, e che in parte si estende anche sul territorio comunale di Castel di Casio. Spostiamoci leggermente ad est e troveremo un pallino pieno: è il quattrocentesco borgo di Stagno.


Da questo pallino continuiamo a spostarci ad est, e incontreremo subito il triangolo pieno di un edificio storico: è il complesso di Palazzo Comelli, imponente edificio con numerose ali e cortili.


Da qui attraversiamo un breve spazio liscio verso nord-est per individuare dapprima un pallino vuoto tratteggiato e, proseguendo leggermente a sud-est, un’altra croce. Sono rispettivamente il castagneto secolare di Poranceto, che ospita al suo interno un Museo del Bosco, e il Lago del Brasimone. Tra quest’ultimo ed il Lago di Suviana si estende per l’appunto il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone, dove si trova infatti il castagneto.


Appena ad est del Lago del Brasimone troveremo il confine orientale del Comune, qui sempre adiacente a Castiglione dei Pepoli. Risaliamolo leggermente, tenendoci verso l’interno, per trovare la croce di un terzo lago: è il Lago di Santa Maria, condiviso infatti con Castiglione.


Spostiamoci ora verso ovest, attraversando uno spazio abbastanza esteso senza alcun simbolo, finché non troviamo il pallino cerchiato del capoluogo comunale: Camugnano, appunto. Se da qui proseguiamo verso ovest, incontreremo dapprima i confini comunali, poi un triangolino pieno: è il Mulino Cati, a lungo usato per macinare e generare elettricità, e posto al confine col Comune di Grizzana, sul torrente Limentra.


Torniamo ora al pallino cerchiato del capoluogo comunale e portiamo le dita verso nord. Incontreremo due pallini pieni, uno leggermente più a nord-est dell’altro: dal basso verso l’alto, sono i due borghi di Sasso di Vigo e Predolo, entrambi sulle pendici dei monti Vigese e Montovolo, che si sviluppano nel territorio comunale di Grizzana Morandi.


Grizzana Morandi


Più o meno a metà del lato sinistro della mappa, recuperiamo ora la scritta “Grizzana M.”. Subito a destra della lettera “M.” possiamo trovare la linea tratteggiata della Porrettana, più o meno coincidente con l’andamento della valle del Reno e della ferrovia. In questo tratto costeggia anche i confini comunali occidentali, come possiamo facilmente verificare spostandoci di poco verso destra, recuperando così la linea continua del confine.


Fermiamoci però sulla linea tratteggiata e seguiamola verso nord-est. Incontreremo dapprima un rettangolo pieno che la attraversa, ovvero la stazione di Vergato, e la sentiremo poi intersecare i confini comunali e procedere verso il margine superiore del foglio.


Se invece, sempre dalla lettera “M.”, la seguiamo verso sud-ovest, incontreremo il rettangolo di un’altra stazione, quella di Riola. Appena ad ovest, quasi attaccato alla stazione, troviamo un quadratino vuoto: è la Chiesa di Santa Maria Assunta, opera avveniristica dell’architetto finlandese Alvar Aalto.  


Continuiamo a seguire la linea tratteggiata verso sud-ovest: intersecherà ancora i confini comunali per poi avvicinarsi al bordo del foglio e piegare verso sud. Prima che si interrompa, troveremo il rettangolo di una terza stazione, ovvero Porretta Terme.


Torniamo ora alla Chiesa di Alvar Aalto e alla stazione di Riola. Portiamo le dita leggermente a sud, entro i confini comunali, per trovare il triangolino pieno di un edificio storico: è la Rocchetta Mattei, eccentrica dimora dell’occultista Cesare Mattei, che domina la valle del Limentra.


Da qui, procedendo verso sud-est e più o meno lungo il confine meridionale del Comune, quello con Camugnano, possiamo individuare quattro simboli: due pallini pieni, un quadrato vuoto ed infine un altro pallino pieno. Affrontiamoli con ordine.


I primi due sono i borghi rispettivamente de La Scola e Campolo, perfettamente preservati da più di cinque secoli. Abbiamo poi il Santuario di Santa Maria della Consolazione di Montovolo, sito a più di 900 metri di altitudine sull’omonimo monte. Infine, troviamo Tavernola, borgo di cave ed incisori. 


Ora portiamo le dita leggermente verso nord-nord-est per trovare il capoluogo comunale, ovvero il pallino cerchiato di Grizzana Morandi. Il Comune deve il suo nome al celebrato pittore modernista: appena sopra al borgo troviamo infatti due pallini vuoti tratteggiati, entrambi istituzioni culturali legate all’artista.


Quello più a sinistra sono i Fienili del Campiaro, podere più volte immortalato nelle tele di Morandi e che oggi ospita una locanda e degli spazi espositivi; quello di destra è la Casa-museo Morandi.